Tiaré - Servizi per la salute mentale

Trattamento residenziale

Presentazione

L'articolazione del Progetto Minori in più soggetti con diverse configurazioni istituzionali e personalità  giuridiche nasce sulla scorta di due fenomeni complementari ed al contempo indipendenti fra loro:
- la complessità  progettuale in atto, per sua natura necessitante di una modalità  "a rete" in cui le specificità  e competenze dei soggetti coinvolti possano essere valorizzate e disseminate a vantaggio della progettualità  complessiva (e trasversalmente dell'utenza);
- l'aver condiviso "in corsa" un modello fortemente innovativo sia sotto il profilo organizzativo che metodologico e clinico.


» I soggetti coinvolti

» Le strutture:
  • Centri clinici Tiaré
  • Comunità   Terapeutiche per Minori /CTM (Casa di Duleek; La Passeggiata; Papillon)
  • Comunità   Riabilitative Psicosociali/CRP (Liberitutti,Pixel)

» Finalità  del progetto

  • Residenzialità  
  • Intervento educativo territoriale
  • Presa in carico terapeutica

I SOGGETTI COINVOLTI

La natura del Progetto minori si articola secondo una modalità  "A Rete" che include soggetti, strutture e organizzazioni differenti ma complementari nell'esercizio progettuale. Pur certi di non riuscire a rendere giustizia delle specificità  di ciascun soggetto tenteremo quantomeno di evidenziarne le principali caratteristiche:

ASSOCIAZIONE TIARE': funge da luogo di progettazione/condivisione fra i clinici ed i formatori operanti all'interno del progetto. Pur raggruppando professionisti provenienti da contesti formativi (psicoanalisti, psichiatri e neuropsichiatri formatisi clinicamente, psicoterapeuti operanti in una prospettiva intersoggettivista, psicologi formati in ambito metodologico) ed esperienze professionali non omogenei (servizi territoriali, cliniche universitarie, reparti ospedalieri, pratica privata) si connota per una tensione etica verso la condivisione e la ricerca di nuovi modelli e prassi comuni. L'Associazione nasce nel 2000 specificamente per dare vita al Progetto Minori. All'associazione compete la gestione clinica e progettuale delle strutture residenziali del progetto minori così come l'attività  formativa interna ed esterna al progetto.

COOP. ESSERCI: e' una cooperativa sociale che opera nei servizi alla persona dal 1986. E' una organizzazione senza scopo di lucro i cui obiettivi sono: la promozione della cultura della solidarietà , dell'integrazione e della partecipazione sociale, l'esercizio di strategie di prevenzione al disagio e di inclusione sociale, il miglioramento della qualità  della vita delle persone in difficoltà  e l'offerta di pari opportunità  alle fasce socialmente più deboli. Nell'ambito del Progetto Minori gestisce la Comunità  Riabilitativa Psicosociale /CRP "Pixel", sita in Torino, via Valdengo. Nel gennaio 2001 ha dato vita, insieme alle Cooperative sociali Aggancio, Crescere Insieme, Ecosol, Giuliano Accomazzi, La Luna Storta, al Consorzio di cooperative sociali Kairos.

COOP. ACQUI/INCONTRO: é una cooperativa con sede in Acqui Terme che nasce dall'esperienza e dalla storia della Cooperativa In/Contro di Torino. Pur essendo una piccola realtà  cooperativa, opera nell'ambito del Progetto Minori fin dalla sua costituzione attraverso la gestione della Comunità  Riabilitativa Psicosociale /CRP "Liberitutti".

COOP. SOCIAL PROJECT: Società  Cooperativa con sede in Novara, partecipa al progetto minori attraverso la gestione diretta di 2 realtà  comunitarie: la CTM "Casa di Duleek", sita in via Passo Buole a Torino e la CTM Papillon, sita in Borgo San Martino, nei pressi di Casale Monf.to. La cooperativa Social Project é parte di un consorzio di cooperative sociali con sede in Novara , efficace nella messa a disposizione del progetto di interventi di formazione-lavoro così come per l'esercizio di attività  riabilitative e di recupero..

COOP. MAGO di OZ: costituita nel dicembre del 2001 grazie alla partecipazione di CrescereInsieme Società  Cooperativa Sociale Onlus di Acqui Terme, é una cooperativa di servizi alla persona. Fino ad oggi la sua attività  principale é rivolta a minori in età  scolare e/o lavorativa in situazione di difficoltà  familiare o di disagio psichico. Al Progetto Minori partecipa attraverso la gestione della CTM (Comunità  Terapeutica per Minori) " La Passeggiata", sita in Acqui Terme. Aderisce al Consorzio Co.Ala che raggruppa cooperative che svolgono la loro attività  nei comuni e nelle provincie di Asti ed Alessandria.

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LE STRUTTURE

1. CENTRI CLINICI TIARE'

Nell'ottica di creare una risposta clinica non istituzionalizzante, la corposa componente progettuale terapeutico clinica, comune a tutte le strutture viene esercitata all'esterno dei contesti residenziali. In altre parole, le singole C.tà  che in seguito descriveremo non si configurano quali spazi "sanitarizzati" quanto più come "spazi di vita" comune. Tutta la progettualità  terapeutica viene implementata nel progetto attraverso le sedi cliniche di Tiaré, esterne alla strutture residenziali. I centri clinici di Tiaré in Torino, sono attualmente 2: - la sede legale, amministrativa e principale riferimento logistico oltre che clinico di Via Berthollet, 44, c.a.p. 10125. Tel/Fax: 011 6508301; - la sede storica, nonché centro clinico principale, di via Saluzzo, 75, 10126.

2. LE COMUNITA'

Tutte le strutture comunitarie del Progetto Minori sono attivate, autorizzate, organizzate e gestite secondo i parametri legislativi stabiliti nella DGR n° 41/2004 e successive modificazioni ed integrazioni.. Allo scopo di perseguire i necessari obiettivi di cura, tutte le comunità  si connotano per un elevato rapporto operatori-utenti, finalizzato a garantire agli ospiti una disponibilità  di ascolto costante e puntuale oltre che il necessario supporto individualizzato. Le equipes cliniche ed educative sono quindi composte da un numero di operatori pluriprofessionali superiore ai requisiti di legge. L'esperienza maturata dalle equipes, sia cliniche che educative, e dalle organizzazioni associative e cooperative che partecipano al progetto garantiscono una gestione della progettualità  residenziale competente ed adeguatamente formata.

 I. C.R.P. LIBERITUTTI, gestita dalla Coop. Acqui IN/Contro, si situa in Acqui Terme, via del Soprano 128, ed é attrezzata per ospitare sino a 7 ragazzi di ambo i sessi. La dimensione esterna al contesto metropolitano torinese e la felice posizione geografica, la rendono particolarmente adatta per progetti pre lavorativi e lavorativi, nonché per le evoluzioni abitative (C.G.) A questa C.tà  é infatti affiancata un Convivenza Guidata per evoluzioni progettuali residenziali oltre al 18° anno.

II. C.R.P. PIXEL, gestita dalla Coop. ESSERCI, é sita in Torino, via Valdengo 22/24. Può ospitare fino a 10 ragazzi di ambo i sessi, enfatizzando la progettualità  riabilitativa attraverso un'articolata rete di formazione-lavoro e inserimento lavorativo.

III. C.T.M. CASA DI DULEEK, gestita dalla Coop. SOCIAL PROJECT, é sita in Torino, via Passo Buole, 166. E' stata la prima Comunità  Terapeutica per Minori autorizzata sul terriotrio del Comune di Torino e può ospitare fino a 10 ragazzi di ambo i sessi.

IV. C.T.M. LA PASSEGGIATA,gestita dalla Coop. Mago di OZ, si situa in Passeggiata Fonte Fredda n° 42 - Acqui Terme (AL) , un grazioso centro Turistico- Termale nel sud del Piemonte. Può ospitare fino a 10 ospiti di ambo i sessi.

V. C.T.M. PAPILLON , gestita dalla Coop. SOCIAL PROJECT, é sita in via Vittorio Veneto, 8 a Borgo San Martino (NO), un piccolo centro rurale nei pressi di Casale Monf.to. E' l'unica Comunità  Terapeutica del Piemonte specializzata nel trattamento di bambini infraquattordicenni cui é interamente dedicata, nel rispetto della normativa regionale vigente. Può ospitare fino a 10 minori di ambo i sessi.

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FINALITA' DEL PROGETTO MINORI

Il progetto minori si finalizza, quindi, alla presa in carico terapeutica di minori con caratteristiche psicologiche e di personalità  che denotano il rischio di una possibile evoluzione verso problematiche psichiatriche, principalmente nell'area dei disturbi della personalità  e delle psicosi. L'obiettivo del progetto é di avviare e gestire, di concerto con i Servizi Territoriali competenti, percorsi terapeutici volti al recupero delle autonomie residue, alla loro valorizzazione ed ampliamento, alla garanzia di un contesto relazionale e sociale stabile ed affettivamente saliente nonché alla presa in carico della condizione psicopatologica con esplicite finalità  terapeutiche, sia sotto il profilo psicofarmacologico che psicoterapeutico e socioriabilitativo. Il modello teorico di riferimento adottato dal progetto, connotante l'intervento psicoterapico, l'organizzazione dei servizi e degli interventi, la formazione e la supervisione degli operatori, é di tipo psicoanalitico interpersonale, con particolare attinenza al costrutto teorico ed alle prassi terapeutiche meglio riconducibili all'approccio denominato DEVELOPMENTAL PSYCHOPATHOLOGY, il focus riguarda quindi le relazioni fra individuo e contesto. In tale accezione lo sviluppo individuale viene inteso quale costruzione a scopi di adattamento delle frontiere interpersonali (Sameroff, 1989). Si basa sull'assunto che le esperienze interpersonali abbiano un'influenza decisiva sullo sviluppo della personalità  e della salute mentale e si occupa quindi di spiegare come individuo e contesto operino insieme nel produrre modelli adattivi e disadattivi e come essi influenzino lo sviluppo e il funzionamento futuro. La peculiarità  dell'utenza, quindi, rende imprescindibile una precisa competenza delle equipes cliniche ed educative relativamente alla psicopatologia dello sviluppo, alla psicologia dell'età  evolutiva, alla neuropsichiatria infantile, alla psicoterapia allo scopo di integrare la presa in carico dei processi psicopatologici con la risposta alle normali esigenze evolutive degli ospiti. Trattasi della ben nota fascia di disagio che si caratterizza quale intersezione di più insiemi sfuocati:
- bisogni socio Ass.li v/s presa in carico sanitaria;
- NPI v/s Psichiatria adulti;
- necessità  di intervento educativo v/s presa in carico terapeutica.
Riteniamo, infatti, che le consuete strategie progettuali, in atto nella maggior parte dei casi, si configurino come risposte estremamente parziali alla complessità  dei bisogni individuali ed alle necessità  terapeutiche e abilitative/riabilitative degli adolescenti con disturbi psicopatologici:
- supporto educativo residenziale;
- collegamento con il mondo del lavoro e della scuola;
- modello di identificazione;
- sostegno sociale
- supporto ausiliario alle funzioni dell'Io;
- supporto al nucleo famigliare per l'eventuale rientro in casa;
- presa in carico psicoterapeutica;
- presa in carico psicofarmacologica.
Questo approccio multifocale e multidimensionale, trova la propria sostanziazione teorico/clinica, oltre che nell'esperienza maturata, e nel modello teorico di riferimento, anche in quanto sostenuto, a livello nazionale, da G.C. Zapparoli relativamente all'"integrazione funzionale", in cui le diverse funzioni degli operatori (farmacoterapica, psicoterapica, educativa ed assistenziale) vengono coordinate in un programma di trattamento che le integra partendo dai bisogni del paziente.

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RESIDENZIALITA'

Le strutture che proponiamo risultano caratterizzate da:
- dimensioni ridotte (7-10 ospiti)
- elevato rapporto educativo
- supervisione settimanale ad impostazione psicodinamica
- formazione permanente a cadenza quindicinale
- rete territoriale di sostegno progettuale
- imponente progettualità  clinica secondo una modalità  "a rete"
- modello di intervento multifocale
Come sottolineato da Marcelli & Bracconier (1983), la comunità  "...può offrire all'adolescente un momento di tregua rispetto ai suoi conflitti, una funzione protettiva, oltre ad avere una funzione sostitutiva genitoriale, una funzione mediatrice fra l'adolescente e l'ambiente sociale, ed una funzione di tolleranza e di contenimento".

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INTERVENTO EDUCATIVO TERRITORIALE

Frequentemente le equipe educative residenziali, pur essendo adeguate a sopperire ad alcuni bisogni elementari connessi con la residenzialità , per mancanza di risorse non appaiono in grado di far fronte a quel complesso di esigenze connesse con la relazionalità  extracomunitaria oppure con gli altri ambiti di vita del ragazzo: scuola, lavoro, famiglia ecc. Questo, oltre a determinare una certa inadeguatezza della presa in carico del disagio del singolo ed una notevole sensazione di frustrazione nell'educatore che percepisce la propria impossibilità  a fornire risposte appropriate, nel caso di particolari condizioni psicopatologiche, può entrare in risonanza con le parti scisse dell'utente, da un lato rinforzandole e dall'altro non affrontandole con la dovizia di esperienza e risorse necessari. E' al fine di contribuire alla soluzione di tale problema che proponiamo ai servizi competenti di affiancare all'equipe residenziale tradizionale un supporto educativo territoriale che possa seguire il ragazzo nei percorsi esterni all'ambito comunitario, offrendo una presa in carico educativa globale, nel senso di non limitata ad alcuni spazi o orari, ma estesa alla complessità  della vita dell'utente. Nella nostra esperienza tale affiancamento, oltre ad aver apportato contributi fondamentali al miglioramento clinico del paziente inserito in una progettualità  multifocale, ha anche consentito di offrire alle famiglie di origine la sensazione che il proprio figlio fosse seguito con la cura e la competenza necessarie per i suoi bisogni. L'equipe territoriale avrà  pertanto il compito primario di seguire il ragazzo nei percorsi esterni all'ambito residenziale, fungendo da raccordo fra le diverse agenzie che costituiscono il mondo sociale del paziente e la progettualità  terapeutica nel suo complesso. L'equipe che proponiamo risulta così caratterizzata:
- rapporto 1:1 in alcune fasce di orario e per taluni specifici obiettivi progettuali;
- supervisione settimanale, congiunta con l'equipe residenziale, di impostazione psicodinamica;
- formazione permanente a cadenza quindicinale, congiunta con l'equipe residenziale;
- rete territoriale di sostegno progettuale, fortemente radicata sul territorio di riferimento e sulle risorse interne alla cooperativa.

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PRESA IN CARICO TERAPEUTICA

E' nostra opinione, consolidata con l'esperienza maturata nel settore, che un periodo limitato di tempo a forte investimento terapeutico ed educativo possa consentire un minore dispendio di risorse in epoche successive.
In altre parole, riteniamo che, soprattutto in quei casi che si configurano come particolarmente connotati da un rischio psicopatologico, sia necessario attivare una modalità  di presa in carico dell'utente che, oltre a fornirgli delle risposte ad alcuni bisogni, siano essi elementari: vitto, alloggio che complessi: sostegno educativo, modelli di identificazione, contribuiscano a catalizzare le risorse strutturali del paziente affinché egli divenga in grado di affrontare il proprio disagio e il mondo relazionale in maniera adeguata, adattiva e soprattutto funzionale ai propri bisogni.
A nostro avviso tale presa in carico psicoterapeutica può essere organizzata, a seconda del quadro diagnostico e della valutazione psicodiagnostica iniziale secondo tre modelli distinti:

Psicoterapia breve focale: connotata da una finalità  di prevenzione rispetto ad una stabilizzazione del disturbo. L'intervento offre la possibilità  all'adolescente di comunicare e di riflettere sul proprio mondo interno, sia sotto il profilo degli aspetti conflittuali che delle potenzialità .

Psicoterapia a lungo termine: come definita secondo il modello psicoanalitico, soprattutto nelle sue più recenti evoluzioni secondo l'approccio interpersonale.

Psicoterapia espressiva e/o di gruppo: intendiamo includere in questa ampia categoria la disponibilità  ad interventi diversi dai due ambiti sopracitati ed in particolare l'utilizzo di modalità  di accesso al profondo secondo tecniche che possano far leva su risorse ed interessi specifici dell'individuo. Ne sono un esempio l'arteterapia, la musicoterapia, lo psicodramma analitico, la psicomotricità . Per ognuna delle tecniche citate il Progetto minori "Tiaré" fa riferimento a tecnici qualificati e riconosciuti sia di provenienza privata che pubblica.

Il progetto, brevemente descritto in queste pagine, prevede pertanto, qualora pertinente, l'affiancamento della componente educativa con una presa in carico psicoterapeutica del ragazzo. Qualora il progetto individuale lo consenta siamo altresì propensi alla presa in carico del nucleo famigliare di origine, finalizzata ad un riesame della problematica sistemica in maniera propedeutica a qualsiasi ipotesi di ritorno in casa.

Per ciò che attiene a quest'ultimo aspetto riteniamo la modalità  di presa in carico famigliare articolabile in 3 livelli progressivi, in base a: - presenza di un problema dominante - presenza di capacità  elaborative da parte del nucleo - presenza di particolari resistenze all'interno del nucleo - livello di funzionamento cognitivo dello stesso

- Al primo livello proponiamo una presa in carico definibile come "ambientale" (Berti Ceroni & Paltrinieri, 1996). tale livello é fondamentalmente connotato da:
1) un coinvolgimento del nucleo allo scopo di presentare ai familiari coloro che si fanno carico dell'intervento;
2) un sostegno all'assistenza, chiarendo eventuali aspetti specifici del trattamento o della sintomatologia;
3) la costruzione di una alleanza terapeutica a vantaggio del paziente

- Al secondo livello proponiamo un intervento psicoeducazionale che offra ai familiari la possibilità  di parlare con altri, di rinforzare la propria esperienza di essere sostenuti. Il livello si diversifica dal precedente poiché implica una comprensione piena della complessità  dei vissuti psicopatologici del paziente ed una modificazione del comportamento familiare al fine di renderlo più congruo all'adattamento del paziente ad esso. Lo scopo é quello di giungere alla costituzione di un gruppo di lavoro che integri anche la famiglia nel complesso del progetto terapeutico.

- Al terzo livello proponiamo una vera e propria terapia familiare, secondo l'orientamento psicoanalitico. Le modalità  e le articolazione di tale intervento sono ben documentate in letteratura e quindi ometteremo di dilungarci esponendone le caratteristiche e le finalità .


FORMAZIONE DELLE EQUIPES

Il modello di lavoro "a rete" che costituisce il nostro prevalente strumento professionale necessita, per poter essere attuato, di un continuo supporto operativo alle professionalità  operanti nell'ambito delle strutture residenziali terapeutiche caratterizzato nel modo seguente:
- formazione permanente, finalizzata ad incrementare le abilità  dell'equipe di lettura e di analisi delle situazioni operative, sia attraverso processi di trasmissione dell'informazione che a mezzo della valorizzazione delle proprie esperienze lavorative e relazionali. La formazione, nella nostra esperienza dovrà  caratterizzarsi sia per un processo di apprendimento che per una finalizzazione ad obiettivi di ricerca intervento partecipante.
- supervisione clinica, orientata alla decodifica delle situazioni ed al supporto al mondo interno dell'operatore sia attraverso una migliore conoscenza dei processi emotivi e relazionali individuali e di gruppo che attraverso l'esplicitazione di una interpretazione pluridisciplinare del disagio del ragazzo/paziente.
- Partecipazione a momenti formativi e/o di apprendimento organizzati da terzi, nonché ad approfondimenti di ricerca, garantiti dal costante confronto on realtà  universitarie nazionali ed internazionali.

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